Rose's Choice 2003 ENGLISH VERSION ››
ROSE’S CHOICE è il titolo che abbiamo voluto dare anche a questo secondo incontro internazionale interdisciplinare nella suggestiva cornice del Borgo di Scontrone, dove le Donne sono protagoniste quindi, col fine di stimolare la riflessione tra le diverse sensazioni, tra le diverse immagini, tra le diverse arti, tra le diverse culture: attraverso un percorso articolato di mostre si intende realizzare un’osmosi culturale per una maggiore valorizzazione del costante contributo femminile alle arti, che possa portare poi alla costituzione di un MUSEO INTERNAZIONALE della DONNA nell’ARTE (MIDA) e che possa in futuro identificare Scontrone come la “Casa delle Muse”.
Rose's Choice 2003: dal 19 luglio al 31 agosto

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L’intento è quello di adeguare e valorizzare il patrimonio storico-artistico del Borgo, integrandolo con percorsi di tracce e memorie, e rendendolo museo come struttura sempre più adatta a soddisfare il bisogno di risposte estetiche e culturali dei singoli e della stessa comunità locale: un luogo insomma sempre più a dimensione umana per ritrovarsi, per conoscere, per studiare, per comunicare, e che possa in futuro porsi sempre più come un centro culturale polisemantico.

La ricerca che è a base di questa proposta espositiva ha voluto altresì tendere a far interagire la cultura locale con aspetti della cultura che si va formando nel mondo, selezionando gli interlocutori e le proposte e tenendo fede ad un’idea che proietta questa esposizione oltre l’immediata sede della mostra, legandola poi a luoghi nel mondo che sono i punti focali di conflitti storici e contemporanei in cui si dibatte questo progetto. Non si vuole quindi deterritorializzare la mostra, ma si vuole andare anche al di là del diretto contesto del mondo dell’arte, aprendo una serie di nuovi discorsi teorici, che possono alla fine anche condizionare la nostra vita di tutti i giorni, indipendentemente da quale paese chiamiamo casa.

Non si vuole, in realtà, separare la forma dal contenuto; abbiamo solo voluto riaffermare la qualità del processo creativo che ci permette anche di riconfermare la dialettica del reale con opere che preludono ad una estensione dell’esistenza con riferimenti a vivibilità portatrici di speranze, come ci siamo poi voluti sottrarre a qualsiasi identità culturale senza cadere nel conformismo, nel globalismo o nel localismo: abbiamo insomma solo tentato di accorciare le distanze tra differenti culture ed identità, sperando che, tramite questo progetto si possa realizzare quel cosiddetto “valore aggiunto” di natura etica, se non addirittura di lettura politica del tempo in cui viviamo.

- Lino Alviani, curator



 
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