Rose's Choice 2004
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Lidia Bacchis

Lo Alice NR. 2



Lidia Bachis nasce a Roma negli anni ‘70, cresce attraverso la TV in bianco e nero, fra videomusic e i fumetti made in japan, appartiene a quella generazione di sopravvissuti al boom economico, all’invasione dell’automobile, ad un nuovo benessere diffuso, che sforna eterni adolescenti, laureati e dissocupati, una vera e propria tipologia celebrata dal cinema e da tutta una serie di scrittori cannibali.
Arriva alle arti visive per vie traverse, pur mantenendo un filo conduttore con il disegno sin dal liceo artistico. “....non che non continuassi a disegnare o non mi cimentassi nel ruolo dell’artista incompresa o psicologicamente turbata,in quel periodo manifestavo il mio essere artista con una sorta di performance perenne.”(da: “Arte&Successo” Maretti&Wilde Publisher 2002).
Inizia la sua formazione da bottega nello studio di Enrico Manera, poliedrico ed eccentrico artista romano, erede della tradizione della scuola degli anni ‘70. Ma è nel 1996 che emerge la sua cifra stilistica, con una serie di esposizioni collettive in Italia e all’estero. E’ evidente sin dall’inizio la sua attenzione per un universo femminile, che ha dato origine attraverso la sua autoanalisi, (non sempre benevola e buonista) a quella generazione(a partire dagli anni ‘50 in America), di artiste contemporanee, le quali hanno avuto il merito di rinnovare non solo il linguaggio, ma una “dinamica” del “fare” e “pensare l’arte”.
Lidia Bachis, non si limita ad utilizzare l’olio, che pur conosce, ma crea una sorta di doppia rappresentazione, grazie alla contaminazione con le nuove tecnologie.
Cosi’ dopo i suoi primi lavori, nella maggior parte dedicati alle icone della cultura, Virginia Woolf, Emile Dickinson, Frida Khalo(in tempi non sospetti) ed ancora Silvia Plath, Gertrude Stein, delinea il “carattere” ed il “linguaggio” di una nuova eroina metropolitana, cedendo al vezzo intellettuale di chiamarla “geisha”.
Cosi’ dopo la sua Lara Croft, ritratta nell’attimo dello sparo, le sue “GEISHE METROPOLITANE” invadono la scena, dando origine a tutta una serie di creature tatuate, armate, fetish,terribilmente belle ed anoressiche, come si addice a tutta una generazione esasperata da modelli glamour e modaioli. Lo fa’ in modo forte, violento, privo di ammiccamenti, senza nulla lasciare alla tentazione di accativarsi il pubblico con signorine in pose discinte. Le sue ragazze appartengono a quella generazione, che ha dato origine, alle babygang, alle sparatorie
nei college, ma anche alle “Erike assassine per caso”, alle ragazze di Chiavenna, ai gruppetti di bulli che terrorizzano i loro coetanei nelle aule e fuori.
Insomma i nostri cari ragazzi.

 
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