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"Perché un nuovo Museo?"
L’idea di sviluppare un Progetto per l’arte nel
territorio era nell’aria da diverso tempo, e l’occasione
accolta dal Sindaco di uno dei Borghi più interessanti
dell’Alto Sangro, Scontrone, dove peraltro avevo già
lavorato dal 1988 con attività culturali per la realizzazione
di Murales, Mostre di pittura e scultura, Concorsi Artistici,
Estemporanee di pittura ed altre espressioni, denominando
appunto il Borgo Un Paese per Museo, mi ha portato a pensare
di poter attivare una struttura che fosse anche Centro di
produzione e promozione di iniziative culturali, di studi
e ricerche, di servizi e di organizzazione di attività
culturali ed editoriali.
Considerando che l’intento era di
valorizzare il patrimonio storico-artistico del Borgo facendolo
integrare da un percorso di tracce e memoria, quale migliore
proposta se non quella di iniziare un discorso continuativo
e duraturo con la creazione di un Museo permanente di Arte
contemporanea e per lo più dedicato solo ad espressioni
artistiche al femminile, al quale dare peraltro il nome di
MUSEO INTERNAZIONALE della DONNA nell’ARTE (M.I.D.A.).
Il Borgo, la Donna, l’Arte: i rapporti tra la memoria
e il contemporaneo: il senso è tutto da ricercare in
un contatto più intimo e profondo tra la quotidianità
e le nostre radici, patrimonio irrinunciabile da tutelare
e valorizzare, rendendolo fruibile a tutti.
La scelta delle donne, poi, non è stata casuale, ma
dovuta al fatto preponderante dell’aver verificato che
l’essere Donna, posizione sicuramente non comoda anche
nel mondo dell’Arte, ci porta a dedurre che esse hanno
sicuramente saputo trarre ispirazione dalla ricerca di una
propria autonomia e di una propria voglia di esistere, che
sono riuscite ad esprimere le pulsioni, i sentimenti, le immagini
del mondo viste da un lato sicuramente difficile, e che con
certezza hanno lavorato e lavorano in modo diverso sull’identità
e sul tessuto relazionale e sociale che la costruisce, mettendo
in scena esperienze che vanno dal dato autobiografico puro
e semplice, quasi letterale, alle sue rielaborazioni cariche
di finzioni.
Il Borgo, la Donna, l’Arte: la scelta
proposizionale quindi di voler costituire questo Museo non
è altro che il tentativo di creare un percorso anomalo,
fuori da ogni possibilità mediatica suggeritd dall’arte
del passato e diretto verso l’identificazione di luoghi
più adatti all’anima che al pragmatismo della
quotidianità, ma è anche una riflessione critica
che ne ha interpretato i contenuti, fornendo una chiave di
lettura del presente. Sarebbe però molto difficile
pensare di raccogliere in una collezione un esaustivo itinerario
visivo, e ancor meno di individuare una poetica univoca rispetto
alle diverse forme espressive. In questo caso, tuttavia, il
filo conduttore sceglie di essere intuitivo e letterario,
più che analitico e storico, considerando anche che
è possibile sottrarsi a qualsiasi precisa identità
culturale senza cadere né nel conformismo globalista
né nell’ingenuo localismo, con in più
uno sforzo latente di accorciare le distanze tra differenti
culture ed identità.
Non vogliamo in realtà separare
la forma dal contenuto: abbiamo solo voluto spostare l’accento
sulla qualità del processo creativo che permette di
riconfermare ogni volta la dialettica del reale. Vorremmo
anche proporre opere che si presentano come estensione dell’esistenza,
contatto, naturale riferimento ad una vivibilità che
è portatrice di speranza e che si vuole continuare
a mantenere viva e significativa. L’esposizione si vuole
connotare appunto per quel nomadismo culturale che caratterizza
la ricerca attuale, come esperienza di spostamento geografico
e libera esplorazione creativa: il passato progettato nel
divenire, l’identico sotto la visione del diverso.
All’interno del Progetto pensiamo si debba realizzare
anche un incontro diretto tra il pubblico e le Artiste, che
illustreranno il proprio lavoro attraverso la realizzazione
in loco di piccole personali e di lavori realizzati sul posto.
Temi, ricerche e produzioni personali che continuamente trascendono
i limiti di genere e di forma dell’espressione creativa
e ripropongono elementi di discontinuità, di confronto
e di contaminazione culturali fra generi e forme, anche rispetto
alla tradizione ed alla specificità culturale della
Regione: uno spazio d’arte, insomma,dedicato alla sperimentazione
di linguaggi artistici innovativi e alla produzione di cultura
contemporanea in tutte le sue forme: dalle esposizioni in
genere, ai work in progress, alle installazioni scultoree,
ai workshops, ai percorsi didattici.
Vorremmo quindi ripensare l’opera in termini di processo,
spostare la funzione del Museo da luogo conservativo a spazio
di libera creatività, ridefinire i meccanismi dell’informazione.
Pensare quindi ad un Museo che, come istituzione pubblica,
possa diventare una struttura sempre più necessaria
per soddisfare il bisogno delle risposte alle esigenze estetiche,
culturali, didattiche dei singoli e della comunità.
Luogo per ritrovarsi e trovare, per conoscere, per studiare,
per comunicare. Vorremmo in pratica abbattere gli schematismi
dei musei come testimonianze di sole memorie, di personalismi,
di icone private e far diventare questo Museo un centro culturale
polisemantico.
Ardua sfida per accendere un programma che coinvolga un largo
pubblico senza fare della cultura un consumo generico di massa
“usa e getta”, per poter offrire spunti di riflessione
insieme a percorsi della memoria, per farne un luogo dove
contenuti e contenitore conservino un dialogo, per diffondere
un proprio, peculiare messaggio culturale: io credo che una
mostra non abbia bisogno di critici né di interpreti,
ma solo di persone che sappiano scegliere le opere più
significative ed esporle convenientemente.
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Lino Alviani, curatore
Scontrone, 2002
Via Giardini del Rio, 12 – 67031 Castel
di Sangro
lino.alviani@tiscalinet.it
www.altosangro.com/blueart
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Quando insieme all’amico Lino Alviani, abbiamo
iniziato a concepire la possibilità di costituire a
Scontrone un MUSEO INTERNAZIONALE DELLA DONNA NELL’ARTE,
l’idea mi piaceva molto, ma ero un po’ scettica
perché mi chiedevo: chi sarà mai quell’Artista
che partirà da diverse parti del Mondo per venire a
Scontrone, piccolo paese dell’entroterra abruzzese e
per regalare anche una sua opera al nostro Museo?
Invece, dopo avere spedito gli inviti con la presentazione
del progetto, sono cominciate ad arrivare le adesioni e, con
mia grande soddisfazione, abbiamo raggiunto ben 23 presenze
da diversi paesi del mondo, tanto da poter cominciare ad acquisire
un primo nucleo di opere che andranno, nel corso degli anni,
a costituire questo particolare Museo, iniziativa unica al
mondo che vuole anche essere un omaggio alle donne.
Museo Internazionale della Donna nell’Arte
è il titolo della raccolta di opere che verrà
allestita nella Sala consiliare del Comune di Scontrone, e
vorrei soffermarmi su questi due concetti:
- l’Arte è davvero qualcosa che viene da “dentro”,
che esprime la personalità e le sensazioni più
profonde di ogni Artista. Tutte le persone che dedicano la
propria vita a comunicare nelle diverse forme dell’Arte,
hanno una carica emotiva talmente forte da diventare dirompente,
tanto da accettare e gradire qualsiasi possibilità
di espressione e di comunicazione venga loro offerta.
All’interno
del nostro progetto viene offerta un’ottima possibilità
di esprimersi e di comunicare, poiché si tratta di
una vacanza-lavoro durante la quale tutte hanno la possibilità
di scambiarsi esperienze, conoscenze e filosofie personali,
l’opportunità di lavorare e “vivere”
Scontrone inteso nella maniera più ampia, conoscere
cioè la nostra realtà, i nostri cittadini, il
nostro cibo, la nostra cultura, le nostre tradizioni e lasciarci
anche la curiosità di scoprire i loro “mondi”,
le diversità linguistiche, culturali, culinarie, etc.
- le Donne hanno una sensibilità, una capacità
di comunicazione, un modo di esprimersi e di porsi difronte
alle cose, oserei dire “raffinato” e, soprattutto
disinteressato, per questo riescono a coinvolgere ed a sentirsi
coinvolte. Nei nostri paesi è stata molto presente
la cultura del matriarcato, prima perché gli uomini
erano costretti alla lontananza dalla guerra, poi a causa
della emigrazione; le donne hanno quindi avuto molto spesso
un ruolo decisionale di primaria importanza ed hanno cresciuto
le loro famiglie numerose provvedendo al sostentamento ed
all’educazione dei propri figli, risolvendo immani problemi
con decisione e coraggio.
Ancor più significativo mi sembra
riservare loro uno spazio proprio in un momento come questo,
in cui credevamo di aver raggiunto il massimo dell’indipendenza
e della libertà, ed invece dopo l’undici settembre
2001 ci è stata prepotentemente riproposta la terribile
condizione in cui vivono le donne in alcuni paesi, condizione
che si cerca di ignorare, ma che ognuno di noi ha il dovere
di combattere come qualsiasi altra ingiustizia che pregiudichi
l’affermazione dei diritti umani.
ROSE’S CHOICE è il titolo
della Mostra propedeutica alla costituzione del Museo, che
vuole deliberatamente far riferimento al colore rosa che ci
fa subito pensare al femminile, ed il fiore della rosa con
i suoi petali diversi ma strettamente ed armoniosamente legati
a formare la regina dei fiori, eclettica e decisa, spinosa,
colorata e profumata, capace di pungere, d’incantarci
con la sua bellezza, d’inebriarci col suo profumo, di
essere, non a caso, il simbolo dell’amore.
“CHOICE” è l’opportunità che
si intende offrire a questo mondo al femminile e, proprio
rispetto ai concetti che ho tentato fin qui di descrivere,
sono convinta che con ROSE’S CHOICE abbiamo creato un
binomio vincente tra donna ed arte, dove la donna non è
più oggetto di rappresentazione ma essa stessa creatrice.
Npn mi resta quindi che ringraziare le Artiste che ci onorano
della loro presenza, del loro lavoro e professionalità,
sperando che si trovino bene con noi e che possano riportarsi,
tornando a casa, un bagaglio di esperienze più ricco
oltre che un buon ricordo di Scontrone e della sua gente.
E’ convincimento mio personale e della Amministrazione
comunale che con questo progetto stiamo contribuendo a dare
al nostro Paese ed all’intero territorio dell’Alto
Sangro, quell’impronta culturale che merita, creando
un’opportunità in più per far conoscere
e sviluppare le nostre potenzialità, e di aver portato
il nome e l’onore di Scontrone più lontano possibile.
Siamo orgogliosi quindi della nostra scelta che verrà
riproposta anche nei prossimi anni, dandoci la possibilità
di avere scambi culturali ed incrementando il nostro Museo
di nuove opere prestigiose.
- Patrizia Melone Sindaco
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